L’invisibile, la guerra e l’uomo nudo

Il linguaggio ai tempi della pandemia
| Anna Olmo |

Da quando si è diffusa la pandemia ci siamo abituati a sentir parlare in modo diverso. Gli organi di informazione e i dpcm hanno fatto entrare nell’uso comune termini o modi di dire che non si usavano da qualche decennio, ad esempio: coprifuoco, strategia, bollettino, sorveglianza sulla situazione, disposizioni restrittive, isolamento, distanziamento, assembramento, zone verdi gialle rosse… i medici e gli infermieri sono in prima linea, o in trincea.

Il ritorno di termini di guerra nell’uso collettivo è giustificato dal fatto che in effetti si tratta esattamente di una guerra, contro un nemico invisibile ed insidioso.

E gli alleati hanno nomi potenti, BioNtech Pfizer, AstraZeneca.

Il virus del Covid è un mostro, un piccolissimo essere vivente che cambia, muta, entra nel nostro organismo e fa danni anche letali. È un animale feroce che ci guarda.

Parafrasando Deridda: noi siamo nudi davanti a lui.
Forse dovremmo inziare a pensare.


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