Il libro, un amore infinito

oggetto fisico o file digitale?
| Anna Olmo |

Si sa, in Italia si legge sempre meno. Eppure il mito del libro come oggetto e “luogo” di sapere resta intatto. Dal “Il nome della rosa” a Harry Potter, da “Fahrenheit 451” a “Il libraio di Kabul” i libri e le librerie sono nell’immaginario collettivo dei veri e propri archetipi, come il Natale o la torta di mele della nonna. Si legge sempre meno ma il fatturato di settore è in crescita. Si legge meno ma la varietà aumenta, così come aumentano gli influencer non solo per i lettori, come Petunia Ollister, ma anche per gli addetti ai lavori, come Chiara Beretta Mazzotta (Bookblister).

La contraddizione

In qualche modo stiamo assistendo a uno dei tanti ossimori della nostra epoca: non si legge ma aumenta l’offerta, cresce l’interesse verso il settore sui social ma diminuiscono le tirature.
Ancor più significativo il fatto che la nuova frontiera dell’accoglienza in alcune regioni italiane (Sicilia prima di tutte) sia il Bed&Book, il B&B letterario in cui ogni stanza ospita una gran varietà di libri a tema.

Gli esempi si moltiplicano.

A Firenze è nata la Farmacia Letteraria in cui ogni libro è accompagnato da un bugiardino con le indicazioni terapeutiche.
In Olanda (altro paese di contraddizioni) è stato introdotto sui treni il vagone libreria che è esattamente quello che ci immaginiamo: un vagone intero pieno di libri da leggere e sfogliare liberamente.

Il libro come oggetto ha un valore indiscusso, oggettivo ma anche emotivo e culturale. Il suo amante è spesso preda di vere e proprie compulsioni d’acquisto. Senza arrivare gli estremi di Umberto Eco (che aveva una libreria personale di oltre 30mila volumi), il lettore abituale acquista anche solo per il piacere di farlo, per il desiderio di avere il libro, quel libro, in casa.
E lo fa informandosi attraverso i social e il web, a volte provando prima la versione su Audible o ascoltando i podcast.

Insomma, a ben vedere la tanto temuta guerra tra “book” e “ebook” non c’è stata: sono dimensioni che si intrecciano, si tirano l’una con l’altra, si sostengono a vicenda.
L’archetipo resta intatto, anche grazie alla sua versione digitale.


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